Piano di Zona

Accordo di Programma

Le comunità locali, attraverso il Piano di Zona (ex L.328/00), individuano i bisogni e le risorse, stabiliscono le priorità,  le forme e le modalità con cui sviluppare gli interventi e i servizi. Il Piano di Zona è lo strumento principale delle politiche sociali, che permette di coordinare e integrare tra loro le diverse politiche: sanitarie, educative, formative, culturali, del lavor. Questo è possibile attraverso il coinvolgimento dei soggetti istituzionali e non, pubblici e privati: associazioni, parrocchie, cooperative sociali, scuole,organizzazioni sindacali. L’Ufficio di Piano ha, tra i propri compiti quello di raccordare le analisi e le ipotesi progettuali elaborate su un piano tecnico, con le indicazioni e le scelte politiche. Nel nostro territorio questo sistema è stato avviato in via sperimentale nel 2002 e con il triennio 2005/2007 si realizzato il primo Piano di Zona, il cui testo rappresenta una sorta di fotografia della realtà  sociale dei Comuni aderenti, ne analizza i bisogni e le criticità per arrivare a delineare obiettivi, interventi e servizi da attuare o da integrare. Gli interventi previsti riguardano tre aree:- Area Responsabilità familiare,infanzia, adolescenza, giovani;- Area Adulti, in cui rientrano: disabilita, dipendenze, immigrazione e povertà;- Area Anziani. Attraverso l’istituzione dei Tavoli tecnici tematici specifici per area, il Distretto rileva i bisogni emergenti nel territorio e, a partire da questi, si delineano gli obiettivi generali triennali e le progettazioni specifiche su base annuale. Tutto ciò avviene grazie alla partecipazione ai Tavoli tecnici tematici, di diversi soggetti appartenenti ai Comuni, all’Azienda USL, alle scuole, al terzo settore (cooperative sociali e associazioni di volontariato) e alle organizzazioni sindacali. I Tavoli si riuniscono per effettuare il monitoraggio in itinere dei progetti attivati e avviare confronti e collaborazioni tra i soggetti partecipanti, si connotano sempre più come strumenti fondamentali per la costruzione di politiche sociali e sociosanitarie: permettono infatti di approfondire e conoscere il territorio grazie alla presenza di soggetti portatori di esperienze e competenze diverse: una sorta di laboratori in cui progettare interventi sociali; promuovere l’integrazione dei servizi e lo scambio di saperi.