Via Francigena

La Via Francigena che da Canterbury portava a Roma è un itinerario della storia. Una via percorsa in passato da centinai di migliaia di pellegrini in viaggio da tutta Europa per Roma. Agli albori del Medioevo il viaggio non era una semplice avventura: esso aveva in sé un aspetto profondamente religioso, quello del pellegrinaggio ai Luoghi Santi della fede cristiana per il perdono e la purificazione dell’anima peccatrice.
Una folla composita, cosmopolita, formata da religiosi, da chierici, da monaci, ma anche da mercanti, da cavalieri, da sovrani ed eserciti la discesero e la risalirono per almeno sette secoli. 

Ancora oggi là dove transitavano queste moltitudini è possibile riscoprire Abbazie, Ostelli, luoghi di ricovero per il ristoro e la meditazione riservati ai pellegrini. Non a caso dopo 1.000 anni si vuole riscoprire una strada che rappresentò l’unione tra le diverse idee e le culture dei Paesi europei. Un’unione antica che ha permesso di costruire l’Europa di oggi. Il cammino della Via Francigena attraversava le Alpi in Valle d’Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia nella Pianura Padana, valicava l’Appennino presso il Passo della Cisa, attraverso la Toscana e il Lazio per raggiungere Roma.

L'tinerario principale parmense è quello che, iniziando appena prima di Fidenza, giunge da Chiaravalle della Colomba e lasciando la Via Emilia giunge a Fornovo: da qui prende il nome di Via di Monte Bardone che, inoltrandosi negli Appennini, giunge al Passo della Cisa. Il percorso stradale, segnalato con appositi cartelli turistici, è anche un percorso trekking.
A Fornovo i pellegrini potevano sostare presso la Pieve di S. Maria Assunta che possiede un ricco corredo scultoreo con precisi riferimenti al tema del pellegrinaggio e del viaggio, inteso in senso simbolico come redenzione ed espiazione del peccato. 

Si prosegue lungo la valle dello Sporzana, mentre esisteva anche una variante che superava il monte Prinzera sul versante occidentale, dove si trova la "Riserva Naturale Orientata", che tutela specificatamente il complesso montuoso costituito da rocce ofiolitiche. Proseguendo lungo lo Sporzana si arriva alla splendida Pieve romanica di S. Maria Assunta di Bardone, una delle più antiche e vaste pievi matrice della Diocesi parmense risalente al XII sec., che oggi conserva parte delle sculture di Fornovo Taro. Si raggiungono poi i nuclei di Casola Castello e La Villa, affacciati sulla valle del Baganza proprio contro la costa del Castello di Ravarano, antico fortilizio dei Pallavicino. Di particolare interesse è la zona ambientale detta dei "Salti del diavolo", disposta trasversalmente alla valle, con caratteristici affioramenti rocciosi dall'aspetto di guglie che diventano particolarmente suggestivi. Proseguendo per Berceto si incontra Castellonchio, borgo simile a Cassio come impianto: ovunque la figura del pellegrino, ritratto in pietra o legno, accompagna il cammino.

A Berceto, punto cruciale del percorso organizzato dai longobardi per collegare la Padania con la Tuscia, già nell'VIII sec., re Liutprando costruì una grande abbazia con annessa una chiesa dedicata a S. Abondio, nei pressi del quale si verificò il miracolo delle reliquie di S. Remigio di Reims, di ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Dopo l'evento miracoloso (719) il vescovo di Rennes, Moderanno, si stabilì a Berceto dove prese vita una nuova ed intensa devozione.

La Via Francigena prosegue per la Cisa: la chiesa del Passo, attuale santuario della Guardia, innalzato nel 1920, è anche un belvedere di grande interesse paesaggistico. Deviando da Berceto verso la val Manubiola si raggiunge Corchia, esempio notevole di borgo medievale di tipo montano con case di pietra ancora abitate, percorsi lastricati e sottopassi ad arco. Sempre nel parmense, una variante della Via Francigena, detta Via degli Abati, proveniva da Bobbio (Piacenza) per arrivare a Bardi e poi a Borgo Val di Taro.